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ART. 67 COMPITI DEL MEDICO

1                     Il medico di continuità assistenziale assicura le prestazioni sanitarie non differibili ai cittadini residenti nell’ambito territoriale afferente alla sede di servizio. In presenza di forme associative strutturate delle cure primarie e di attività organizzata in equipe, l’attività di continuità assistenziale è erogata nei confronti della popolazione che ha effettuato la scelta in favore dei medici facenti parte dell’associazione medesima.

2                     Il medico che assicura la continuità assistenziale deve essere presente, fin dall'inizio del turno in servizio attivo, nella sede assegnatagli dalla Azienda o nelle altre modalità specifiche previste per le equipes, le UTAP o altre forme associative delle cure primarie, e rimanere a disposizione, fino alla fine del turno, per effettuare gli interventi, domiciliari o territoriali.

3                     In relazione al quadro clinico prospettato dall'utente o dalla centrale operativa, il medico effettua tutti gli interventi ritenuti appropriati, riconosciuti tali sulla base di apposite linee guida nazionali o regionali. Secondo le indicazioni aziendali, in particolari situazioni di necessità e ove le condizioni strutturali lo consentano, il medico può eseguire prestazioni ambulatoriali definite nell’ambito degli Accordi regionali.

4                     Nell’ambito delle attività in Equipe o in UTAP o in altre forme organizzative delle cure primarie, con Accordi regionali, possono essere sperimentate forme di triage per realizzare risposte di continuità assistenziale maggiormente appropriate.

5                     I turni notturni e diurni festivi sono di 12 ore, quelli prefestivi di 10 ore.

6                    A livello aziendale sono definite le modalità di esercizio dell’attività, ai fini dell’eventuale organizzazione dell’orario, anche ai fini del ristoro psico-fisico del medico, particolarmente nei mesi estivi.

7                     Le chiamate degli utenti devono essere registrate e rimanere agli atti. Le registrazioni devono avere per oggetto:a -nome, cognome, età e indirizzo dell'assistito;b-generalità del richiedente ed eventuale relazione con l'assistito (nel caso che sia personadiversa);c - ora della chiamata ed eventuale sintomatologia sospettata; d - ora dell'intervento (o motivazione del mancato intervento) e tipologia dell'intervento richiesto ed effettuato.

8                     Per le prestazioni effettuate, il sanitario in servizio, al fine di assicurare la continuità assistenziale in capo al medico di libera scelta, è tenuto a compilare, in duplice copia, il modulario informativo (Allegato M), di cui una copia è destinata al medico di fiducia (o alla struttura sanitaria, in caso di ricovero), da consegnare all'assistito, e l'altra viene acquisita agli atti del servizio.

9                    Il medico utilizza solo a favore degli utenti registrati, anche se privi di documento sanitario, un apposito ricettario, con la dicitura "Servizio continuità assistenziale", fornitogli dalla Azienda per le proposte di ricovero, le certificazioni di malattia per il lavoratore per un massimo di 3 giorni, le prescrizioni farmaceutiche per una terapia non differibile sulla base del ricettario di cui alla Legge 326/2003 e secondo le disposizioni vigenti in materia.

10                 Il medico in servizio attivo deve essere presente fino all'arrivo del medico che continua il servizio. Al medico che è costretto a restare oltre la fine del proprio turno, anche per esigenze di servizio, spettano i normali compensi rapportati alla durata del prolungamento del servizio, che sono trattenuti in misura corrispondente a carico del medico ritardatario.

11                Il medico di continuità assistenziale che ne ravvisi la necessità deve direttamente allertare il servizio di urgenza ed emergenza territoriale per l’intervento del caso.

12                 Il medico in servizio di continuità assistenziale può eseguire, nell’espletamento dell’intervento richiesto, anche le prestazioni aggiuntive di cui al Nomenclatore Tariffariodell’Allegato D, finalizzate a garantire una più immediata adeguatezza dell’assistenza e unminore ricorso all’intervento specialistico e/o ospedaliero.

13                Le prestazioni di cui al precedente comma 12 sono retribuite aggiuntivamente rispetto al compenso orario spettante.

14                Nell’ambito degli Accordi regionali e sulla base del disposto dell’art. 32, è organizzata la continuità dell’assistenza ai cittadini non residenti nelle località a forte flusso turistico.

15                 Nell’espletamento delle attività di cui al precedente comma, il medico è tenuto autilizzare, il modello prescrizione-proposta del SSN secondo le disposizioni vigenti, indicando la residenza dell'assistito.

16                 Sono inoltre obblighi e compiti del medico:a) la redazione di certificazioni obbligatorie, quali: certificazione di malattia per i lavoratoriturnisti, la certificazione per la riammissione al lavoro degli alimentaristi laddove prevista;b) l'adesione alla sperimentazione dell'equipes territoriali, con particolare riferimento alla continuità dell’assistenza nelle strutture protette e nei programmi di assistenza domiciliare; c) lo sviluppo e la diffusione della cultura sanitaria e della conoscenza del Servizio sanitario nazionale, in relazione alle tematiche evidenziate all'art. 45 comma 4;d) la segnalazione personale diretta al medico di assistenza primaria che ha in caricol'assistito dei casi di particolare complessità rilevati nel corso degli interventi di competenza, oltre a quanto previsto dall'art. 69;e) la constatazione di decesso.

17                Il medico di continuità assistenziale partecipa alle attività previste dagli Accordi regionalie aziendali. Per queste attività vengono previste quote variabili aggiuntive di compenso, analogamente agli altri medici di medicina generale che ad esse partecipano. Tali attivitàsono primariamente orientate, in coerenza con l’impianto generale del presente Accordo, apromuovere la piena integrazione tra i diversi professionisti della Medicina generale, anche mediante la regolamentazione di eventuali attività ambulatoriali.

18                 Con gli accordi regionali e aziendali sono individuati gli ulteriori compiti e le modalità dipartecipazione del medico di continuità assistenziale  alle attività previste nelle equipesterritoriali, nelle Utap e nelle altre forme organizzative delle cure primarie.