LE PROGRESSIONI PER IL PERSONALE APPARTENENTE AI LIVELLI IV -VIII NEL COMPARTO DEGLI ENTI DI RICERCA

Di Maurizio Danza Arbitro del pubblico impiego

Nell'ambito dei livelli IV-VIII del comparto degli enti di ricerca, individuiamo due tipologie di passaggi, a carattere economico (art. 53 Ccnl 1998-2001) e di livello nell'ambito di ogni profilo professionale ( cfr.art. 54 Ccnl 1998-2001). Le progressioni dell'art. 53 interessano i livelli VIII ausiliario tecnico; VII operatore di amministrazione; VI operatore tecnico; V collaboratore dl amministrazione; IV C. T.E.R. ; IV funzionario di amministrazione: trattasi del personale collocato nel livello di vertice di ogni profilo. Tali progressioni sono previste con periodicità biennale e "si realizzano mediante l'attribuzione delle due successive posizioni economiche ciascuna delle quali a seguito di" distinta procedura selettiva". Se inizialmente richiedevano la permanenza almeno quinquennale nel livello di appartenenza o nella posizione economica inferiore,nei successivi contratti nazionali si è però ridotto a quattro anni, l'obbligo di permanenza e previsto una terza posizione economica oltre le due già contemplate .Quanto ai criteri di selezione per il riconoscimento della progressione economica, sono stabiliti in sede di contrattazione integrativa entro i sessanta giorni successivi alla stipulazione del contratto nazionale, prorogabili di altri trenta, trascorsi i quali si applicano direttamente i criteri previsti dallo stesso art. 53, che assumono quindi un carattere sussidiario rispetto al contratto integrativo. I criteri definiti dal contratto nazionale consistono in: anzianità di servizio; formazione; titoli; verifica dell'attività professionale svolta. La ponderazione dei vari parametri muta in relazione al profilo di riferimento, ma rimane comunque molto squilibrata a favore dei parametri automatici a partire dall'anzianità di servizio. La disciplina contrattuale, secondo la dottrina, proprio per il rilievo attribuito all'anzianità di servizio, non sembra soddisfare il dettato ricavabile dagli artt. 20 e 23 c.2 del d.lgs. n. 150 del 2009, molto più incentrata sulla valutazione delle capacita e delle attitudini e sul merito,e sui principi posti dal nuovo comma 1-bis, dell'art. 52 del d.lgs. n. 165 del 2001 .Un altro sistema di passaggi interni, é quello disciplinato dall'art. 54 del CCNL 1998-2001, "progressioni di livello nel profili". Detta norma stabilisce che le progressioni di livello nel profilo avvengono a cadenza biennale, tramite procedure selettive, con le "anzianità richieste dall'articolo 13, comma 3, lett. b), del D.p.r. n. 171 del 1991", secondo cui "la progressione di livello avverrà mediante procedure concorsuali e/o criteri sull'accertamento del merito e della professionalità nel confronti del personale rivestente il profilo interessato, che abbia maturato, rispettivamente, 6 anni di servizio per ogni livello dei profili di collaboratore tecnico enti di ricerca, operatore tecnico e ausiliario tecnico e 5 anni di servizio per ogni livello dei profili di funzionario di amministrazione, collaboratore di amministrazione, operatore di amministrazione e ausiliario di amministrazione. I periodi di sei e cinque anni sono stati in primo luogo ridotti entrambi di un anno, con contestuale facoltà di riduzione di un ulteriore anno e successivamente portati a quattro e tre anni, con riconoscimento del lavoro svolto a tempo determinato ai fini del concorso ai periodi di anzianità. Anche in questo caso i criteri generali per le selezioni per le progressioni nei profili sono oggetto di contrattazione integrativa, con assegnazione di una funzione suppletiva ai criteri definiti dal contratto nazionale nel casi in cui la stessa non venga conclusa entro i successivi 60 giorni . Alle due modalità di progressioni appena illustrate, se ne aggiungono altre due che comportano il passaggio fra profili professionali diversi. L'art. 3 del CCNL 2006-2009 prevede una particolare progressione una tantum per l'accesso al livello di base di ciascun profilo dal IV all'VIII, consentendo agli enti di Ricerca "nel limite del 50% della disponibilità complessiva", di espletare procedure selettive interne "riservate al personale dipendente del profilo immediatamente inferiore, in possesso del titolo di studio richiesto per l'accesso dall'esterno o in possesso dei titolo di studio immediatamente inferiore". Le due tipologie di progressioni disciplinano, in definitiva, una selezione interna (una tantum) per la meta dei posti disponibili in dotazione organica ed un concorso con posti riservati (a regime), nel limite del 40%: disposizioni,che secondo dottrina sono ormai da ritenersi superate,essendo in contrasto con l'art. 24 del d.lgs. n. 150 del 2009 ( c.d. riforma Brunetta) .